HUGO PRATT
Il lavoro artistico di Hugo Pratt diventa il trait d’union tra la capacità immaginativa del creatore di Corto Maltese, il personaggio-icona dei comics e la moda. In una concentrata collezione prodotta secondo una sequenza di alto profilo , il marchio Hugo Pratt svela, nel suo debutto a White June, una selezione di dettagli ispirati agli acquerelli del grande illustratore. L’attenzione nella scelta dei suoi lavori più espressivi, la cura della riproduzione della stampa, gli eleganti particolari bespoke raccolti e rielaborati dallo studio dei suoi personaggi riportano in primo piano la forza del suo tratto, riassunto in poche righe lasciate ai suoi lettori: “Ho incrociato milioni di facce, annusato miriadi di profumi e odori, contato miliardi di passi e impressionato il mio cuore di bellezza. Tutto mi è rimasto scritto sulla pelle. Fatemi entrare nei vostri occhi, tenetemi con voi e nel profondo”. Hugo Pratt
Location
WHITE Incontro stampa | domenica 19 giugno | via Tortona 27 Milano | ore 14.00
Reinterpretato dalla moda, il lavoro artistico del Grande Maestro, riporta alla luce attraverso la selezione dei dettagli delle sue opere più celebrate i sapori e le sensazioni raccolte da Pratt nel suo itinerare filtrato dalla sua grande capacità immaginativa e di sintesi. L’attenzione nella scelta dei suoi tratti più espressivi, la cura della riproduzione della stampa, i dettagli sartoriali raccolti e rielaborati dallo studio dei suoi personaggi più noti ci svelano ancora una volta, mediata dalla collezione, la forza della sua arte.
The work of the Great Artist reinterpreted through fashion, it brings back the sensations and the feelings described by Hugo Pratt during his narrative itinerary through the selected details of his main works, filtered by his great imaginative and synthetic capability.
The attention paid to the choice of the more expressive features of Pratt’s work, the care used in the reproduction of the print, the tailor-made items collected and re-elaborated from the study of his most famous characters brings the power of Pratt’s art back to us once more through the fashion collection .
COLLEZIONE
“Quando ero solo un bambino credevo che i diversi paesi del mondo avessero colori differenti, come capita guardando un atlante geografico. Ogni frontiera era un’unica, omogenea macchia di colore, sempre diversa dalla frontiera con cui entrava in contatto, come a marcare una distanza. Camminare, correre, volare sopra questa tavolozza variopinta è diventato il mio scopo.
Mi sono allontanato da tutto per vedere tutto e non aggrapparmi a niente: ho masticato radici amare, per accettazione rituale, con una tribù sperduta nelle lussureggianti foreste del Congo; ho affaticato i miei passi sui boulevards di Parigi alla ricerca di uno spirito ribelle al silenzio dell’indifferenza.
Mi sono ubriacato di vita nelle melodie strazianti dei rom che guardano disillusi passare i treni negli sperduti villaggi dell’Europa dell’Est. Ho giocato ai dadi il mio amore dentro un bar odorante di sigari sul lungomare dell’Avana.
Ho sorvolato all’alba la città di San Miguel, nello stato messicano di Guanajuato, e sospinto dal pallone a strisce multicolori, immaginavo le traiettorie degli uccelli e ho ammirato le distese degli alberi di mazquite. Sono rimasto affascinato dal tripudio di colori, odori e urla dei bambini voraci di vita nei quartieri di Buenos Aires. Ho rincorso le emozioni nelle strade di Caracas, lasciandomi trascinare dalla voglia di scoprire le esistenze di tutti gli uomini, di tutte le donne.
Sono rimasto in silenzio, in compagnia delle stelle accese, ad ammirare la maestosità del portale dell’arsenale di Venezia; come un Ulisse senza Itaca. Ho incrociato milioni di facce, annusato miriadi di profumi e odori, contato miliardi di passi, e impressionato il mio cuore di bellezza. Tutto mi è rimasto scritto sulla pelle, fatemi entrare nei vostri occhi, tenetemi con voi nel profondo”.
COLLECTION:
When I was only a child I thought that the different places of the world had different colours, as it happens when you look at a geographical atlas. Every border was a single, homogeneous splash of colours, always different from the border it came into contact with, like marking a distance. To walk, run, fly over this colourful palette has become my aim. I kept away from everything to see everything and do not cling to anything: I chewed bitter roots, as a ritual acceptance, with an outlying tribe in the luxuriant forests of Congo, I overtaxed my footsteps on the boulevards of Paris in the painstaking research of a spirit rebellious towards the silence of indifference.
I got drunk of life in the heartbreaking melodies of Romanies who look in disenchantment at the trains that pass by the outlying villages of Eastern Europe. I gambled my love inside a bar which smelled of cigars on the promenade of La Habana. I flew over San Miguel city at dawn, in the Mexican state of Guanajuato, driven by the multicoloured striped balloon, I imagined the trajectories of the birds and I admired the expanse of the mazquite trees. I was fascinated by the riot of colours, smells and shouts of children greedy for life in the neighbourhoods of Buenos Aires. I ran in pursuit of the emotions in the streets of Caracas, allowing myself to be dragged by the wish to discover the existence of every man and every woman. I remained silent, along with the bright stars, admiring the magnificence of the portal of the arsenal of Venice; as a Ulysses without Ithaca. I locked eyes with millions of faces, smelt many diverse perfumes and odors, counted billions of steps, and filled my heart with an ever resting beauty. Everything was left written on my skin, let me enter into your eyes, keep me with you always.
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HUGO PRATT for CORTO MALTESE
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