WHITE presenta “Six talents for White” nella prestigiosa basilica di Sant’Eustorgio

“ Il y a donc des pays sans lieu et des histoires sans chronologie ; des cités, des planètes, des continents, des univers, dont il serait bien impossible de relever la trace sur aucune carte ni dans aucun ciel, tout simplement parce qu’ils n’appartiennent à aucun espace.”
Michel Foucault, Les Hétérotopies, France-Culture, 7 décembre 1966

Una visione scaturita da una frattura tra universi paralleli in cui il paesaggio della cappella Portinari si mescola, confondendosi, con un altro scenario molto differente e contrastante: ambienti di transito e accampamenti. Le figure che indossano le collezioni realizzate dai Six talents for White sono  gli abitanti di questa realtà alterata nella quale non esiste stanzialità,  ma solo nomadismo. L’andare, il muoversi verso diventa la necessità ultima di questi esseri erranti per affermare la propria specificità all’interno di questa babele contemporanea.

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A vision sprung from a fracture between parallel universes where the landscape of the Cappella Portinari blends and melts with a verydifferent and contrasting scenery: transit ambiences and campings. Those who will wear the collections realized by Six Talents for White are the inhabitants of this altered reality in which permanence doesn’t exist: only nomadism. Going and moving towards something becomes the aim of thesewandering beings, in order to assert their peculiarity in this contemporary Babel.

WHITE MILANO |  Cappella Portinari – piazza Sant’ Eustorgio , Milano-I

 

DESIGNERS

Altewai.Saome 
Augustin Teboul 
Co | Te
Kevin Kramp
Mirit Weinstock
Natacha Talay

CO | TE

 

 

NATASHA TALAY

 

 

MIRIT WEINSTOCK

 

 

ALTEWAI.SAOME

 

 

AUGUSTIN TEBOUL

 

 

KEVIN KRAMP

 

CAPPELLA PORTINARI

Il sito più visitato del Museo di Sant’Eustorgio, interno all’omonima basilica milanese deve il suo nome a Pigello Portinari, il banchiere fiorentino passato alla storia per aver avviato, nel 1462, il progetto per la costruzione di una cappella intitolata a San Pietro Martire, destinata a conservare le reliquie del martire domenicano e diventare, nel 1468 luogo di sepoltura dello stesso Pigello Portinari. Non si conoscono gli autori della cappella che rimane, comunque, uno dei siti più famosi del Rinascimento lombardo. Il sistema decorativo è stato concepito unitamente al progetto architettonico che culmina nella cupola con scene di miracoli dipinte in una scala cromatica che rimanda all’irradiarsi della luce divina. Nei quattro tondi sono inseriti i dotti della chiesa, San Gregorio Magno, San Gerolamo, Sant’Ambrogio e Sant’Agostino, mentre la centrale arca in marmo di Carrara contenente il corpo di San Pietro Martire è sorretta da otto piastrini con otto statue allegoriche delle Virtù.

BASILICA DI SANT’ EUSTORGIO
La basilica sorge su un’area cimiteriale paleocristiana del III-IV secolo d.C. visibile sotto l’abside e la sua costruzione viene attribuita a Eustorgio I vescovo di Milano tra il 344 e il 350 d.C. Nel 1220 la basilica fu affidata ai frati domenicani e trasformata secondo le esigenze dell’ordine monastico, diventando, nel 1234 Ufficio dell’Inquisizione della Lombardia. Nei secoli successivi vennero apportate ulteriori modifiche strutturali o decorative che subirono gravi danni per conflitti o incuria fino al 1911, anno in cui il Comune di Milano acquisì il complesso monastico e procedette a un radicale restauro nel 1960. Fu poi ceduto in convenzione alla Curia con l’onere di realizzare tutte le opere di ripristino e riordino dei chiostri destinati ad altre funzioni come quella che, nel 1999, trasformò il secondo chiostro in Museo Diocesano.

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The most visited site of the Museum of Sant’Eustorgio, which is part of the namesake Milanese Basilica, owes its name to Pigello Portinari, a Florentine banker who made history in 1462 for having started the project for the construction of a chapel dedicated to San Pietro Martire, intended to preserve the relics of the Dominican martyr. In 1468 the same chapel became the burial place of the same Pigello Portinari. The authors of the chapel are unknown; it is however considered one of the most famous sites of the Lombard Renaissance. The decoration system was designed in conjunction with the architectural project that culminates in the dome, painted with scenes of miracles in a chromatic scale referring to the irradiance of the divine light. In the pendentives supporting the Dome are Tondi with the Doctors of the Church, San Gregorio Magno, San Gerolamo, Sant’Ambrogio and Sant’Agostino, while the central arch made in Carrara marble contains the body of San Pietro Martire and is supported by eight pillars with eight allegorical statues of Virtue.

BASILICA DI SANT’ EUSTORGIO
The Church is built on an Early Christian cemetery of the third and fourth centuries A.D. visible under the apse and its construction is attributed to Eustorgio, first bishop of Milan between 344 and 350 A.D. In 1220 the church was entrusted to the Dominicans and transformed according to the needs of the monastic order, becoming Office of the Inquisition of Lombardy in 1234. In the following centuries further structural or decorative changes were made that were seriously damaged by conflicts or neglect until 1911, when the City of Milan acquired the monastery and proceeded to a thorough restoration in 1960. It was afterwards transferred by convention to the Curia with the burden of making all the repairs and reordering of the cloisters for other functions, such as the restoration work in 1999, that transformed the second cloister into the Diocesan Museum.

 

 

SPECIAL GUEST

Pilar, nome d’arte di Ilaria Patassini.

Cantante e autrice di testi, diplomata in Conservatorio in Canto e Repertori da Camera, Pilar unisce l’interpretazione vocale a un uso strumentale della voce che coniuga radici popolari e canzone d’autore in un sound originale e contemporaneo. I suoi riferimenti vanno da Lhasa de Sela a Dulce Pontes, da Antony and the Johnsons a Ivano Fossati.

Nel 2007 pubblica il suo primo album Femminile Singolare (VCM/01), mentre nel 2009 partecipa alla pubblicazione del disco Spartenza (Incipit Records/Egea) in collaborazione con l’ensemble Sinenomine, gruppo acustico di musica ethno jazz che propone in chiave contemporanea il repertorio della tradizione popolare del Sud Italia.

Nel febbraio 2010 esce in rete Meduse, canzone scritta con Bungaro (Ornella Vanoni, Fiorella Mannoia, Paula Morelenbaum, Ana Carolina, Youssou N’Dour, Omar Sosa, Guinga…), che viene candidata dalla rivista musicale inglese NME agli Shockwaves NME Awards 2010 e viene scelta dal regista Luciano Melchionna come video d’apertura del fortunato spettacolo teatrale Dignità Autonome di Prostituzione. Meduse esce in rete nel febbraio 2010 e rifiutata a Sanremo: dopo aver conquistato la pole position di Repubblica.it, tra le canzoni ingiustamente scartate, è arrivata in finale alla settima edizione dell’Italian Music Festival, il “controfestival” della rete, e su Facebook il gruppo Orchestrali in rivolta, nato dopo la vivace protesta dei musicisti per il verdetto di Sanremo, l’ha praticamente eletta come inno ufficiale.

Dall’aprile 2010 fino a ottobre 2010 è stata tour con lo spettacolo live Corde insieme a Francesco Valente e successivamente con Tony Canto (Mario Venuti, Patrizia Laquidara, Arto Lindsay, Bob Sinclair, Paolo Bonvino, Mannarino, Joe Barbieri..).

Pilar è vincitrice e finalista di numerosi concorsi e riconoscimenti tra i quali L’artista che non c’era (2005), Festival di Musicultura (Primo premio e targa della Critica2007), Premio Tenco (finalista Targa Miglior Opera Prima 2007), Premio Lunezia (2008), Premio Bindi (finalista, 2008), Premio Bianca d’Aponte (Miglior Interprete 2008) Festival Europeo della canzone Mediterranea – Pjesma Mediterana (Miglior Composizione 2009 e Miglior Interprete 2010).

La sua versatilità la vede partecipare come cantante / attrice a vari spettacoli teatrali in Italia e all’estero (regie di Giancarlo Nanni, Marco Mattolini, Laura de Strobel, Aurelio Gatti) e lavorare in colonne sonore per il cinema e la televisione ( con Louis Siciliano, Paolo Vivaldi, Alessandro Molinari).

In occasione del Referendum 2011 Pilar, indignata per la mancanza d’informazione sulla campagna referendaria, promuove un evento, che chiama scherzosamente San Tommaso is back: scrive su Facebook che lunedì 13 giugno avrebbe offerto un concerto solo a chi si fosse presentato con tessera elettorale timbrata. In tre settimane aderiscono 55 città, da New York a Enna, e si diffondono sul territorio nazionale (con piccole enclave estere) oltre 260 eventi.

Il 18 ottobre uscirà su etichetta UpArt Records e con la distribuzione di Egea il suo secondo album, Sartoria Italiana Fuori Catalogo

Ama l’autunno, i frutti di stagione, i boschi della Borgogna, la prua della barche a vela e le parole che la rincorrono.

Pilar veste Elizabeth the First www.elizabethefirst.com - foto di Paolo Soriani

www.pilar.it

 

HAVE BEEN WORKING WITH US

Paolo Bazzani – project

Vera Maglioni – installation and performance

Arash Radpour – photo

Alessandro Angiolillo – sound

Fabrizio Parenti – narrator

Fabrizio Ferrini – styling

Giuseppe Magistro – styling

Anna Carraro – styling

THANK TO

Ordo  High Tech for Events

Sephora

Graphic World

Das Models Milano

Elite Milano

 

PHOTO GALLERY