ARNOLDO][BATTOIS
January 2017

Sono stati finalisti al prestigioso concorso Who Is On Next?, grazie alle pregiate borse, dove l’eccellenza dei materiali, l’originalità e uno speciale rimando alla loro città di Venezia li ha subito fatti notare. Poi sono tornati di recente in passerella ad AltaRoma, con una collezione femminile completa, non più solo accessori, ma un vero guardaroba. Ora portano le loro proposte donna nell’ambito dello spazio dedicato alle pre-collezioni in questa edizione di gennaio di WHITE. Sono Silvano Arnoldo e Massimiliano Battois e il loro marchio ARNOLDO][BATTOIS colpisce per il suo farsi ponte fra l’artigianalità, il passato con le sue tecniche, e una progettualità che guarda anche al futuro, dove il lusso è espressione di qualità, di un design ricercato, che conosce le tecniche sartoriali, ma anche le regole dell’architettura. Il tutto pensato per una donna attiva, sicuramente determinata e sensuale.

Il brand ARNOLDO][BATTOIS è?
È un bel racconto sempre aperto a nuovi orizzonti, a nuove possibilità. Siamo architetti di formazione e per noi il processo progettuale è naturale come respirare. Il rapporto dell’oggetto con lo spazio e con il corpo, i pieni e i vuoti, la proporzione, il modulo come elemento compositivo, il ritmo, la struttura, la materia, la texture, il colore nel definire linee e volumi, sono questi, per noi, gli elementi creativi imprescindibili. La ricerca è alla base delle collezioni, e la parola d’ordine è: contaminare per generare il nuovo. Per il nostro brand il lavoro artigianale è un bene prezioso, e come tale va preservato, poiché l’artigiano è il depositario del saper fare e della conoscenza legata alle origini e al territorio. ARNOLDO][BATTOIS parla di sogni, di poesia, con un progetto indipendente che sostiene la grande manifattura italiana, rivolto alle donne del mondo non omologate da strategie di marketing, in grado di scegliere autonomamente ciò che meglio le rappresenta.

Tre aggettivi per definire lo stile di ARNOLDO][BATTOIS?
Dinamico, internazionale, versatile.

Mondi ispirativi: un film, un libro, un artista, una canzone?
Come film sicuramente Orlando, di Sally Potter. Come libro ci piace segnalare À la recherche du temps perdu, di Proust. Come canzone preferita Back in Black, degli AC/DC, mentre il nostro modello artistico è Sigmar Polke.

Icone di riferimento?
Una del passato e una dell’epoca attuale: Diana Vreeland, storico direttore di Vogue America negli anni Sessanta, e Carine Roitfeld, ex direttrice di Vogue Paris, ora del magazine CR Fashion Book e nostra icona di stile.

Il ricordo più bello legato al vostro lavoro?
Quando, lavorando per un noto couturier francese, fummo invitati alla premiazione del Dé d’or de la haute couture di Parigi, dove eravamo nel parterre assieme ai grandi nomi della moda, quali Gianfranco Ferré per Dior, Claude Montana per Lanvin, Emanuel Ungaro e molti altri. Davvero una grande emozione.

Siete molto legati a Venezia. Ci dite un luogo, un angolo che assolutamente è da vedere in questa città? Magari qualcosa di non molto conosciuto ai più?
Punti di vista assolutamente da non perdere, sui luoghi noti della città, sono: la vista mozzafiato a grandangolo dell’ansa del Canal Grande, dal Terrazzo del Fondaco dei Tedeschi e lo skyline di Venezia, dal Campanile dell’isola di San Giorgio; due panoramiche inedite a volo d’uccello da cartografia cinquecentesca. Da vedere, poi, la Chiesa della Madonna dei Miracoli, piccolo scrigno dell’architettura, istoriata sia all’interno che all’esterno di marmi policromi di origine greca, magnifica la facciata sul canale. Infine, altro bellissimo scorcio prospettico è sicuramente la facciata dell’ingresso dell’Arsenale di Venezia, con i suoi magnifici leoni.

Tre must-have della collezione che presentate a WHITE?
Il cappotto “Damier”. Ha il davanti in doppia duchesse, con stampa a ciclostile acquerellato nei toni del pastello e con composizioni speculari del prospetto di Palazzo Ducale a Venezia, mentre Il dietro è in pelliccia di lurex nero, spezzato da un’alta martingala in cover di lana nero. Poi il parka “Stripe Monkey”. Il capo ha un grande collo di maglia nero e davanti in doppia duchesse, con stampa raffigurante reticoli sovrapposti a scimmie grafiche su base a macro righe viola copiativo e giallo cedro, ispirate alla grafica di Sigmar Polke. Dietro è in cotone satin, con ampio volume e manica con spalla a scatola. Infine l’abito “Thurman”, lungo in crêpe di lana doppia latte/menta, con alto polso drappeggiato e manica a gabbiano, rimborsato nel punto vita, con pence a mezzaluna sul seno che da origine a un fluido faldone davanti.

Il WHITE per voi è?
Sinonimo di ricerca e attualità e un’ottima vetrina sul mondo.

Dove amate rifugiarvi quando siete a Milano?
Quando siamo a Milano passiamo sempre a Spazio Orlandi, interessante per la bellissima atmosfera bohémien e internazionale. Altro posto irrinunciabile è la Pasticceria Marchesi, dove l’estetica e l’alta qualità artigianale ci porta in un’altra dimensione temporale. Infine, per concludere la giornata, un ottimo aperitivo con gli amici da Camilla e Carlo in Segheria, posto glamour e alla moda.

Sogni nel cassetto?
Espandere il nostro brand. Assumere la direzione creativa di un marchio storico.

Finalists at the prestigious contest Who Is On Next?, thanks to their precious bags where excellent materials, inventiveness and a distinctive references to their city, Venice, they went all but unnoticed. More recently they treaded the catwalks at AltaRoma with a thorough womenswear collection, not just accessories, but a thoroughgoing wardrobe. They are now all set to showcase their womenswear proposals in the area dedicated to the pre-collections in the January edition of WHITE. Silvano Arnoldo and Massimiliano Battois and their brand ARNOLDO][BATTOIS, are impressive as they are a bridge between craftsmanship – the past with its techniques – and a design that also looks to the future, where luxury rhymes with quality, refined design, sartorial techniques, but also architectural rules. A collection conceived for a dynamic, resolute and sensual woman.

The brand ARNOLDO][BATTOIS is?
It is a lovely tale, always open to new horizons and possibilities. We trained as architects, so for us the planning process comes as naturally as breathing. The relationship of the object with the space and the body, the full and empty spaces, the proportions, the module as a compositional element, the rhythm, the structure, the matter, the texture, the shades to define lines and volumes, these are our essential creative elements. Research lies at the basis of our collections, our password: contaminate to generate something new. For our brand, craftsmanship is a precious asset, and as such it must be preserved, since the artisan is the repository of the know-how and the knowledge linked to the tradition and the territory.
ARNOLDO][BATTOIS speaks of dreams, of poetry, with an independent project that supports the great Italian manufacture dedicated to the women across the globe who have not conformed to the marketing strategies, and are capable of choosing for themselves what best represents them.

Three adjectives to illustrate ARNOLDO][BATTOIS’s style?
Dynamic, international, versatile.

Inspirational worlds: a movie, a book, an artist, and a song?
The movie is definitely Orlando by Sally Potter. In terms of books, Proust’s À la recherche du temps perdu. Our favourite song is AC/DC’s Back in Black, while our favourite artist is Sigmar Polke.

Your icons?
One from the past and one from the present day: Diana Vreeland, historical editor of Vogue America in the ‘70s, and Carine Roitfeld, former Vogue Paris editor, today editor with the magazine CR Fashion Book, our style icon.

Your best professional moment?
When, working for a famous French couturier, we were invited to the awarding of the Dé d’or de la haute couture in Paris, where we were in the parterre with the great names of the fashion system, the likes of Gianfranco Ferré per Dior, Claude Montana per Lanvin, Emanuel Ungaro and many others. A rather thrilling experience.

You have a strong bond with Venice. Will you tell us a place, a corner of the city that can’t be missed? Maybe something not very known to the most?
The views not to be missed are: the breath-taking view of Grand Canal from the Terrace of the Fondaco dei Tedeschi and Venice’s skyline from the Bell-tower of the isle of San Giorgio; two panoramic views with the allure of the sixteenth-century cartography.
The Church of the Madonna dei Miracoli is a little architectural marvel: it is historiated both indoors and outdoors with ancient Greek polychrome marbles and its superb façade overlooks the canal. Lastly, another enchanting view is certainly the façade of the Dockyard’s entryway with its magnificent lions.

Three must-haves of the collection that you are going to present at WHITE?
The coat “Damier”. The front is in double duchesse with watercoloured cyclostyle print in pastel shades and symmetrical compositions of the façade of Venice’s Palazzo Ducale, while the back is in black lurex fur, broken by a high black woollen martingale. Then the “Stripe Monkey” parka, which boasts a large black knit neck and frontal double duchesse, with a print depicting lattices and graphic monkeys on macro carbon-paper purple and citron yellow stripes, inspired from Sigmar Polke’s graphics.
The back is in cotton satin.
The volumes are large and the sleeves have a box-shaped shoulder. Last but not least “Thurman”, long, in milk/mint double wool crêpe, with draped wrist and gall sleeve, tighter at the waist and with half-moon rouches on the breast creating a flowing frontal fold.

WHITE for you is?
Synonym for research and modernity and an excellent window on the world.

Where do you hang-out when in Milan?
When we are in Milan we always go to Spazio Orlandi, interesting for its charming bohemian and international atmosphere. Another unrenounceable treat is Pasticceria Marchesi, where the aesthetic and high quality of the hand-made pastries let us travel back in time.
Lastly, to end the day, an excellent drink with friends at Camilla and Carlo in Segheria, glamour and hip.

Secret wish?
Expanding our brand. Becoming creative directors of a legendary brand.

 

 

Gianluca Sini