SUKETDHIR
January 2017

Una sorta di outsider del fashion system indiano, artefice di una moda sinonimo di artigianato raffinatissimo e caratterizzata da una palette di colori intensi, Suket Dhir, arriva per la prima volta a Milano, all’interno di WHITE MAN & WOMAN, presentando una collezione introspettiva e all’insegna dell’artigianalità di nuova generazione. Premiato con l’autorevole International Woolmark Prize 2016, Dhir trae ispirazione dalla memoria del nonno, prototipo ideale di un’eleganza scevra da sovrastrutture e fatta di uomini composti, con un senso altissimo della forma e delle proporzioni. Linee pulite e senso del colore sono i tratti fondamentali di questo designer, che si è diplomato al National Institute Fashion Technology di Nuova Delhi. A WHITE, Suket Dhir debutta con l’attesa collezione, The Royal Within, un viaggio unico attraverso espressioni artigianali differenti, tra scoperta e gioco, per poi approdare a tratti più elevati. Un nome e una moda da tenere d’occhio nel panorama del menswear internazionale.

 

Quando hai scoperto il tuo talento per la moda e quali sono la tua formazione ed esperienza professionale?
Venendo da una famiglia d’imprenditori, pensavo di laurearmi in economia e commercio, prendere un MBA e subentrare nell’azienda di famiglia. Mi ci sono voluti quasi cinque anni prima di capire di essere fatto per disegnare. Quando ci ripenso, mi sembra che fosse chiaro sin dall’inizio, perché mi sono sempre sempre piaciute la scultura, la pittura la fotografia, le arti, le escursioni e la vita all’aria aperta. Inoltre, mio nonno era una persona molto elegante, portava cappelli davvero speciali, era un filantropo e uno dei principali mercanti di tessuti della zona di Doaba nel Punjab – rivendeva alcuni dei più pregiati tessuti del paese, inclusa la pura lana Merino di Raymond, OCM, Digjam, i sari in seta di Banarsi, la mussola di Dhaka. Anche mio padre aveva un grande senso della moda, aveva accesso al meglio e sapeva scegliere. Produceva abbigliamento per bambini in denim e non solo. Forse era naturale che io portassi la tradizione di famiglia al livello successivo con il design, così sono approdato al NIFT (National Institute of Fashion Technology di Nuova Delhi) Dopo la laurea lavorai per alcuni anni come designer per Vanity Fair Arvind a Bangalore, finché non realizzai che dovevo fare qualcosa di mio.

Quanto conta per lei la tradizione artigianale?
SUKETDHIR è un marchio ad altissima vocazione artigianale. Siamo cresciuti circondati da così tanto fatto a mano, che è diventato, inevitabilmente e naturalmente, parte integrante della nostra filosofia di progettazione.

Come combina la tradizione indiana con la moderna visione del menswear?
Per noi l’artigianato non è “cosa si fa”, ma “come si fa”. Ci concentriamo sulla tecnica e sull’abilità dell’artigiano, e facciamo in modo che questo sia il nostro punto di partenza per progettare.

Qual è il concept alla base della sua collezione The Royal Within?
In India c’è un inevitabile focus sui capi per estati estremamente calde, ma, avendo trascorso l’inverno in Europa per la prima volta l’anno scorso, abbiamo adattato la nostra estetica alla stagionalità, creando la nostra primissima collezione autunno/inverno.

L’estetica SUKETDHIR ha un alto contenuto artigianale, con un approccio contemporaneo al design.
La collezione è essenzialmente l’unione di stoffe filate e tessute a mano, stampate con blocchi di legno, plissettate e rifinite con elaborate lavorazioni a mano, come sarju, kantha e turpai. Tutto ciò è bilanciato dalle stesse tecniche di finitura utilizzate per stoffe come le sontuose lane e le miscele di lana pashmina, i tessuti di lino e seta e di cotone e seta. Accenti di giada polverosa, giallo ocra e blu foglia da tea conferiscono un tocco speziato a una palette di colori neutri. Il rigore dell’artigianato indiano si fonda sulla laboriosità, dove ciascuna tecnica è specifica per stagione e regione, The Royal Within è la traduzione contemporanea di tutto questo. L’idea è di proporre il mood creativo come una manifestazione simbolica e spensierata dell’aspirazione di ciascuno di noi di raggiungere il massimo.

A sort of outsider of the Indian fashion system, creator of a fashion that is synonym for extremely refined craftsmanship and featuring a sharp colour palette, Suket Dhir will showcase for the first time at WHITE MAN & WOMAN tradeshow, with his collection named The Royal Within, a tribute to a next generation craftsmanship. Winner of the authoritative International Woolmark Prize 2016, Mr Dhir draws inspiration from the memory of his grandfather, ideal archetypal of an elegance devoid of superstructures and made of men with an outstanding sense of shape and proportions. Clean lines and a natural taste for colour are this designer’s main features, who graduated at the National Institute Fashion Technology in New Delhi. Suket Dhir is debuting at WHITE with a unique journey through different handicraft techniques, a playful research leading to superior creations. A talent to keep an eye on the international menswear scene.

 

When did you discover your talent for fashion, and what is your background and experience?
Like a typical business family boy, I got out of school thinking I would graduate in commerce, get an MBA, and take over the family business. It took me nearly five years to realise that I was meant to design. When I look back now, I feel that the writing had been on the wall all along – I had always enjoyed sculpting, painting, photography, crafts, excursions and the outdoors.
Furthermore my grandfather was a very elegant dresser, very particular about his hats, he was a philanthropist and one of the leading cloth merchants in the Doaba area of Punjab – retailing some of the most exclusive textiles available in the country including pure Merino wool like Raymond, OCM, Digjam, etc.; Banarsi silk saris, Dhaka mulmuls (muslins). My father too had great fashion awareness; he had access to the best and chose well. He was into manufacturing and made kids-wear denims and non-denims. Perhaps it was only natural for me to take it to the next level through design.
So I arrived at NIFT (New Delhi’s National Institute Fashion Technology) Upon graduating, I worked for a few years as a designer at Vanity Fair Arvind in Bangalore, until I realized that I had to do something on my own.

How important is the crafts tradition for you?
SUKETDHIR is a craft-intensive brand. We’ve grown up seeing crafts all around, so much so that they have effortlessly become a part of our design ethos.

How do you combine Indian tradition and a modern vision of menswear?
For us Craft is not about ‘what’ but the ‘how’ of things. We see craft and focus more on the technique and the skill of the craftsmen, and try to take that as our starting point to build up from there.

What’s the concept behind your new collection The Royal Within?
Operating out of India we’ve naturally been focused on dressing for extreme summer. Having experienced the winter in Europe for the first time last year, we’ve translated our aesthetic to the season, creating our very first autumn/winter collection.

The quintessential SUKETDHIR aesthetic is craft-intensive, yet with a contemporary approach to design.
The collection is essentially the coming together of hand-spun, hand-woven fabrics that are block-printed, pin-tucked and finished with exquisite handcrafting techniques, such as sarju, kantha and turpai. This is balanced with the same finishing techniques applied to luscious mill-made wool and pashmina blends, linen-silk and cotton-silk textiles. Accents of dusty jade, yellow ochre and bluish Teal lend a dash of spice to a neutral palette.
Understanding the rigours of the crafts of India, where each technique is season-specific, region-specific and labour intensive, ‘The Royal Within’ is a contemporary translation of the above. Portraying the royalty’s recreational mood, the concept is a light-hearted symbolic manifestation of one’s inner aspirations to achieve the ultimate.