WHITE SPECIAL DESIGNER: EFISIO MARRAS – I’M ISOLA MARRAS
September 2017

Spazio ai giovani talentuosi e ai linguaggi più sperimentali: questo il mantra del nuovo corso di I’M Isola Marras, linea contemporary oggi ripensata e diretta da Efisio Rocco Marras. Dopo un percorso di tutto rispetto (tra la Parsons School of Design di Parigi e la Central St. Martins di Londra) a soli 24 anni il figlio di Antonio Marras accetta la sfida e dimostra con forza e carattere la sua visione di una moda in perfetta sintonia con i tempi e soprattutto capace di dialogare con le nuove generazioni. Lo stesso Efisio Marras ci racconta il suo percorso e i progetti che vedremo nei prossimi mesi.

Partiamo dall’inizio: da che formazione provieni?

Dalla fotografia, il motore appassionante della mia vita. Ho studiato a Parigi dove mi sono laureato in Fotografia e Liberal. Tra le ultime esperienze ho fatto da assistente a Mario Sorrenti, a New York, una delle esperienze più elettrizzanti del mio percorso…ça vans sans dire.

Come sei arrivato a I’m Isola Marras?

Avendo respirato da sempre, in casa, l’aria della moda, ne ero spaventato ma anche attratto allo stesso tempo, forse proprio per una forma di ribellione adolescenziale, inizialmente non volevo metterci le mani, una sorta di rifiuto per lo stesso mondo, di stoffe e artigianalità, in cui sono cresciuto. Poi papà mi ha chiesto una mano per l’allestimento e l’organizzazione della mostra alla Triennale di Milano e da lì è tornata fuori I’M Isola Marras.

In with young talents and experimental languages: this is the mantra of I’M Isola Marras’ new course, contemporary line, now reinvented and led by Efisio Rocco Marras. Following a notable path (Parsons School of Design in Paris and London’s Central St. Martins) aged 24, Antonio Marras’s took up the challenge and has then shown, with resolve and character, his fashion vision: perfectly time-tuned and, most importantly, capable of dialoguing with the new generations. Efisio Marras himself told us about his path and his projects, which we will see in the months to come.

First thing first: what is your background?

Photography has been my life’s passion and engine. I studied in Paris, where I graduated in Photography and Liberal. Then I worked as Mario Sorrenti’s assistant in New York, one of the most thrilling experiences in my whole path…ça vans sans dire.

How have you arrived at I’m Isola Marras?

Having breathed fashion at home forever, I was scared, but also attracted by it. Owning perhaps to a form of teenage rebellion, at first I did not want to get involved; there was a sort of refusal for that universe of cloths and craftsmanship, in which I grew up. Then my father asked me for a hand to set up and organize the show at Milan’s Triennale, hence the return of I’M Isola Marras.

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Hai accettato la sfida dunque…

Sì. C’era un po’ di confusione intorno al concept di questa linea, sia di target, sia di comunicazione; nessuno comprendeva più quello che I’m Isola Marras volesse rappresentare: l’impronta di Antonio Marras, ma con una declinazione diversa, una nicchia autentica insomma, definita. Mi sono assunto la responsabilità e mi sono messo a disegnare: sono stato molto supportato dalle persone intorno a me, gli amici più cari che mi hanno spronato a comprendere chi sono, qual è la mia visione della moda.

A chi ti rivolgi, con questa linea?

Sogno di vedere indossati i miei capi a un concerto di Patty Smith o in una versione street, contemporanea, magari per un aperitivo al baretto sotto casa. Prendo ispirazione dalla vita quotidiana specie quella dei miei coetanei. C’è già mio padre che si occupa, in maniera impeccabile, di couture: la mia è una moda indossabile ma con carattere, un prodotto facile da trovare e con cui potersi identificare in maniera chiara, decisa.

Con la pre-collezione hai dato un’impronta molto forte, a dirla tutta.

Sarà per via del complesso di Edipo (ride, ndr.). Un modo per dire, “Io sono Efisio, non Antonio”. Scherzi a parte, la verità è che mi piace sperimentare: adoro le stampe, i tessuti tecnici, volevo eliminare i ricami – quel genere di cose che per papà, invece, sono imprescindibili nella creazione di un capo. D’altronde, cambia il cliente finale e cambiano le destinazioni d’uso. Non mi interessa vestire una donna per grandi eventi o con abiti che rimandano a un concetto di lusso, lascio proprio a papà questo compito. Piuttosto, i miei amici newyorchesi, o le Harajuku girls.

You have taken up the challenge then…

Yes. There was a bit of confusion around this line’s concept, both in terms of target, and communication; people no longer understood what I’m Isola Marras wanted to represent: Antonio Marras’s imprint, though with a different declination, an authentic niche. I took the responsibility upon myself and started drawing: those around me, my dearest friends, have supported me a lot and encouraged me to understand who I am, what my take on fashion is.

Who are you addressing with this line?

My dream is seeing my items being worn at a Patty Smith gig, or in an innovative and contemporary street version, maybe for a drink at the bar round the corner. I draw inspiration from every day life, mostly from my peers. My father is already taking, impeccably, care of the couture: my fashion is wearable, but it has character, an easy-to-find product, with which one can identify clearly, decisively.

In the pre-collection, your own imprinting is rather marked, to be honest.

It must be the Oedipus complex! (He laughs, editors’ note.). A sort of statement: “I am Efisio, not Antonio”. Seriously, truth is that I love experimenting: I adore prints, technical fabrics, I wanted to eliminate embroideries – the sort of things that for dad, on the other hand, are indispensable when creating a garment. After all, different end-users, different use. I am not interested in dressing a woman for a fancy event or with luxury garments, this is my father’s task. I’d rather dress my friends in New York, or the Harajuku girls.

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E per WHITE cos’hai in mente?

Il progetto è caduto a pennello col rinnovamento di I’m Isola Marras. Quello che ho creato è una collezione mono-tessuto (in solo cotone), completamente bianca, con un lavoro estremamente accurato di impunture e dettagli, asole e bottoni. Ogni pezzo è stato pensato per essere accoppiato con una stampa fotografica di immagini scattate durante i moltissimi viaggi e l’esperienze che mi hanno portato fin qui. “Walking life”: un percorso interattivo di creatività e vita che racconta la mia storia e i volti incontrati. Sono 30 capi, una sorta di ibrido nel mondo delle collezioni, qualcosa di davvero nuovo; l’occasione di presentarla a WHITE, che è sinonimo di qualità e ricerca, è per me davvero grandioso.

Per quanto riguarda la comunicazione quali sono le principali novità?

Ci stiamo dedicando moltissimo alla parte social e, soprattutto, abbiamo in programma di lanciare il sito I’m Isola Marras, che sarà completamente autonomo, viaggerà sulle proprie gambe, con la primavera. Così come è accaduto per la sfilata di AltaRoma, in cui ho voluto mettere in scena la mia community fatta di amici, designer e creativi, che sono parte della mia vita da molti anni. Anche per il digital sto pensando a una serie di contenuti nuovi, interattivi, con varie illustrazioni, grafiche, lavori di design. Ho tanti amici talentuosi e mire espansionistiche da qui all’altro capo del mondo (ride, ndr.), sono sicuro che ne verrà fuori un lavoro speciale.

Quali sono i tuoi progetti per i prossimi mesi?

La cosa che mi elettrizza maggiormente è il desiderio di portare il brand in giro per il mondo: come una sorta di travelling show. Vorrei organizzare mostre e sfilate in Paesi emergenti, luoghi curiosi, coinvolgendo giovani artisti e performer internazionali. I’m Isola Marras è questo, sono io: curioso, cosmopolita e appassionato.

by Federico Poletti

And for WHITE, what do you have in mind?

The project perfectly fits I’m Isola Marras’ renewal. I have created a one-fabric (exclusively cotton) collection, completely white, with exceptionally accurate stitching and details, buttons and buttonholes. Each single item has been conceived to be matched with photo prints of images I shot during the several travels and experiences that have brought me here. “Walking life”: an interactive path of creativity and life, recounting my story and the faces I met. 30 items, a sort of hybrid in the world of collections, something really new. The chance to present it at WHITE, which is synonym for quality and research, is really grand, in my view.

As regards communication, which are the main novelties?

We are really working hard on the social part. Most importantly, we are planning to launch the website I’m Isola Marras, that will be completely autonomous and travel on its own legs in Springtime. As it occurred with AltaRoma fashion show, in which I decided to stage my community of friends, designers and creative talents, who have been part of my life for many years. As regards the digital realm, I am thinking about a series of new interactive contents with many illustrations, artworks, design projects. I have many talented friends and expansionist ambitions, starting from here to the other side of the globe (he laughs, editors’ note.), I am positive that something special will come out of it.

What are your projects for the next few months?

What really thrills me is the desire to take the brand around the world, as a sort of travelling show. I would like to organize shows and fashion shows in emerging countries and peculiar places, involving young artists and international performers. I’m Isola Marras is this, that’s me: curious, cosmopolitan and very keen.